Formazione "il FIGLIO dell'UOMO" ARGOMENTO dalla STAMPA QUOTIDIANA

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il FIGLIO dell'UOMO

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2009 dal 5 al 12 Aprile

8a SETTIMANA MONDIALE della Diffusione in Rete Internet nel MONDO de

" i Quattro VANGELI " della CHIESA CATTOLICA , Matteo, Marco, Luca, Giovanni, testi a lettura affiancata scarica i file cliccando sopra Italiano-Latino Italiano-Inglese Italiano-Spagnolo

L'ARGOMENTO DI OGGI

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dai GIORNALI di OGGI

E' ASSURDO LANCIARE L'ALLARME BOT

2008-12-04

Ingegneria Impianti Industriali

Elettrici Antinvendio

ST

DG

Studio Tecnico

Dalessandro Giacomo

SUPPORTO ENGINEERING-ONLINE

                                         

 

 

L'ARGOMENTO DI OGGI

 

 

-Gent.mi,

è assurdo lanciare l'allarme BOT contraddicendo il Presidente del Consiglio On.le S. Berlusconi che si sforza di inculcare fiducia nei cittadini per superare la crisi, specialmente per chi ha la responsabilità di Ministero del Tesoro.

Un esponente al massimo livello dell'economia dovrebbe sapere che nel momento di massima crisi economica non c'è migliore rifugio per i risparmi se non investire nei titoli Garantiti dalla Stato.

Il problema si pone per chi ha investito nei Titoli Derivati, ha perso i capitali perché vanificati dalla speculazione, e quindi non ha più fondi da reinvestire; però d'altra parte già prima aveva fatto questa scelta, e quindi non può togliere quello che aveva già distolto.

Visti i risultati negativi dei Derivati, coloro che già prima avevano investito in BOT li rinnoveranno senza alcun ombra di dubbio, ed anche gli altri che non li avevano investiranno tranquillamente nei BOT per evitare ulteriori disastri.

Essendo decantato da tutti la gran mole del risparmio privato italiano, non ci dovrebbero quindi essere problemi per il rifinanziamento dei titoli in scadanza.

Il problema che potrebbe ostacolare questo andamento è però l'assillo della mancanza di credito alle Aziende per far fronte ai costi del lavoro, delle materie prime, degli investimenti ed innovazioni in assenza di mercato, ed in presenza delle richieste di rientro dei fidi da parte delle banche. Per questo è opportuno intervenire , come anche a favore dei mutui.

Stante questa situazione, se si hanno dei timori, diventa importantissimo fare una campagna di informazione a mezzo spot televisivi, ma soprattutto con informazione intelligente, parlando seriamente delle possibilità di risparmio che il mercato offre, ed automaticamente ci sarà una selezione naturale verso i titoli più sicuri, quelli garantiti dallo stato, come si sta facendo garantendo i conto correnti.

Che si faccia appello a tutti i servizi di informazione, Radio, Televisione, Giornali, Gestori dell'Informazione Web di Internet, Enti, Amministrazioni, perché parlino seriamente delle possibilità offerte ai risparmiatori dal mercato e dallo Stato Italiano, informando di quanto di sbagliato c'è stato nel passato prossimo, facendo emergere anche le distorsioni degli informatori ed intermediari finanziari che hanno truffato moltissimi ingenui ed onesti investitori ed anche amministrazioni pubbliche, deviando i loro investimenti nei derivati e titoli spazzatura, nonostante la volontà degli investitori di avere titoli più sicuri.

Per quanto riguarda poi la ripresa, lancio l'idea che l'aiuto dei famosi 40 Mld promessi alle BANCHE possa bastare per garantire i fondi necessari per la ripresa economia. Basta vincolare le Banche nell'utilizzo a favore della :

Tutto ciò si può fare a costo zero vincolando 16 dei 40 Mld di Euro per le Banche, avendoli già stanziati, riuscendo a movimentare 40 Mld di Euro per i consumi delle Famiglie e 180 Mld. di Euro per il Credito alle Aziende ed agli Investimenti. Cliccate qui sopra per saperne di più dopo aver scaricato l'allegato, o andate al mio sito Internet http://www.cristo-re.eu .

Per la ripresa è importantissimo inoltre che le fatture siano pagate per legge entro 30 gg dall'emissione ( e non a 90-180 gg e più in caso di abusi e soprusi), salvo contestazione, da risolvere comunque in prima istanza in tempo reale, per garantire i pagamenti in base al 1° giudizio ( comunque con possibilità di ricorso, senza interruzione dei pagamenti), per evitare che chi emette fattura continui ad indebitarsi continuando in lavori che poi non vengono onorati nei pagamenti; i disonesti, e ce ne sono tanti, piuttosto che pagare procrastinano i pagamenti imbastendo contenziosi civili che durano decenni, procurando anche fallimenti di aziende oneste.

Inoltre i lavori relativi agli appalti devono essere conclusi in tempi certi, 1-3 anni ( per consentire i ritorni economici alla collettività e non far lievitare i costi) a seconda della complessità dei lavori, con penali pesanti per i progettisti o le imprese che sbagliano i progetti o i lavori.

Ancora gli appalti devono essere pubblicati on-line, dal progetto, alla qualifica dei progettisti e delle imprese, ai titoli per partecipare ed alla rispondenza all'antimafia, alla gara, all'esecuzione, avanzamento lavori, ai collaudi, infine all'ottenimento dei risultati secondo progetti.

In Italia ci sono oltre 20.000 studenti degli ITIS specializzandi in informatica, si utilizzi loro per le pubblicazioni on-line degli appalti nazionali e locali, raggiungendo così anche l'obbiettivo della formazione in tempo reale, senza spese ma con ritorni economici anche per le scuole.

Si pubblichino allo stesso modo on-line tutti i bilanci dei ministeri, enti, società pubbliche, ASL, le spese, ecc. per consentirne il controllo ai cittadini, per suggerire migliorie e ridurne i costi

Per la sanità si imponga alle Strutture di fare anche 2 o 3 turni giornalieri per azzerare le liste di attesa per le visite specialistiche, ottimizzando le spese di gestione di apparecchiature costose (chi ha bisogno di visite specialistiche urgenti è disposto a farle anche di sera e di notte per evitare lunghe attese), si calmierino le spese di degenza allineandole alla media delle 5 regioni con costi inferiori.

Per gli ITIS e le altre scuole superiori si finalizzi il tempo pieno pomeridiano utilizzando per la Formazione personale Tecnico ultraspecializzato con esperienza trentennale proventiente dall'industria ed dall'Ingegneria, eventualmente prossimo alla pensione od in cassa integrazione.

Si consenta sempre agli studenti degli ITIS di partecipare alla Formazione Continua dei Periti Industriali e delle altre categorie, concedendo crediti formativi per la libera professione futura, per l'università, come di fatto equivalenti a Stages altamente qualificanti.

Per. Ind. Giacomo Dalessandro

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CORRIERE della SERA

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2008-12-04

"il nostro vero problema e' il debito pubblico"

Tremonti: "Al termine della crisi la fine dell'Argentina la faranno gli altri"

Il ministro dell'Economia a "Porta a Porta": "L'Italia ha in sè elementi di grandissima forza"

ROMA - Nessun rischio default per lo Stato italiano. "Sono convinto che alla fine della crisi, l'Argentina saranno gli altri. L'Italia ha in sè elementi di grandissima forza" ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso della registrazione della trasmissione "Porta a Porta", rispondendo ad una domanda sulla situazione del debito pubblico italiano.

Giulio Tremonti (Imagoeconomica)

Giulio Tremonti (Imagoeconomica)

"Il problema che ha l'Italia oggi è un debito pubblico molto grande; gli sfondamenti li hanno fatti i nostri padri negli anni '70 e '80. Oggi - ha aggiunto Tremonti - il problema reale dell'Italia non è il rispetto del patto di stabilità europeo ma il debito pubblico: non è il momento di andare a spingere sul deficit aumentando il debito pubblico; non lo fa neanche la Germania che ha un debito basso e il pareggio di bilancio. Noi possiamo fare tutto il possibile nel miglior modo possibile. Il debito pubblico italiano è assolutamente solido. La Repubblica italiana garantisce su quel debito". La decisione della Bce di tagliare il costo del denaro al 2,5% "va nella direzione giusta" ed ha portato il tasso ad un livello "che comincia ad essere ragionevole" detto ancora Tremonti.

TITOLI DI STATO - "Comprate i titoli di Stato italiani che sono certamente i migliori al mondo" ha aggiunto successivamente il ministro dell'Economia. "I Bot e i Cct - ha spiegato Tremonti - sono in tutti i Paesi la cosa più solida e sicura, comprate i titoli di Stato - ha aggiunto - che sono semplici".

RISPARMIO DI 2000 EURO - "Con il prezzo del petrolio che c'è adesso il potere di acquisto delle famiglie crescerà e risparmieranno almeno 2 mila euro" ha poi sottolineato Tremonti. Per il ministro il potere di acquisto nel 2009 aumenterà "perchè le bollette e il petrolio costano di meno, ci sono norme che li tutelano, i tassi di interesse sono stati mandati verso il basso. Dobbiamo smettere di martellarci da soli abbiamo una forza economica enorme e famiglie molto solide". Poi Tremonti ha detto che verrà modificata la parte del decreto anticrisi relativa al credito d'imposta per il risparmio energetico. "Il silenzio-diniego si può modificare" ha chiosato il ministro dell'Economia. E sulla regola del silenzio-diniego ha ricordato che "è solo una procedura. Su una cosa però sarò assolutamente fermo: quando si dà il credito d'imposta, ed è giustissimo darlo in quel settore, poi però deve essere coperto".

ALTRI PROVVEDIMENTI IN ARRIVO - Tremonti ha poi spiegato che "ci saranno altre misure di sostegno all'economia e alle famiglie o, se verranno recuperate le risorse, maggiori finanziamenti ai fondi di sostegno all'economia". E nel dl anti-crisi, ha sottolineato il ministro dell'Economia, "ci sono molte misure di sostegno, e ce ne saranno altre, anche perchè il mondo che vediamo davanti è difficile".

SACCONI - Mercoledì c'era stata una polemica su una frase del ministro del del Welfare Maurizio Sacconi che aveva detto: "Non possiamo permetterci neanche lontanamente che un'asta sui titoli di Stato vada deserta: ci sarebbe una carenza unica di liquidità pubblica per i pagamenti di pensioni e stipendi, saremmo all'Argentina", precisando poi in serata di avere detto "solo che il debito pubblico costituisce per la sua dimensione un vincolo di spesa ineludibile". Oggi lo spread fra Btp e Bund decennali ha raggiunto i nuovi massimi degli ultimi anni a circa 140 punti base.

04 dicembre 2008

 

 

 

2008-12-03

in serata smentisce: "al riparo da ogni pericolo". Il Debito preoccupa Tremonti

Sacconi: "L'Italia rischia di andare a finire

come l'Argentina". Ma poi corregge il tiro

Il ministro del Welfare a "Economix": "Nessun dissidio con Tremonti. Sono preoccupato per il rischio di "default""

Maurizio Sacconi (Lapresse)

ROMA - Rischiamo di finire come l'Argentina. È una fosca previsione quella fatta dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi durante la registrazione della puntata di Economix: "Come Tremonti sono anche io vincolato dal debito pubblico e sono anche io preoccupato per il rischio di "default" del Paese. E c'è qualcosa di peggiore della recessione, che è la bancarotta dello Stato, un'ipotesi improbabile ma comunque possibile". Sacconi ha sottolineato come "non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un'asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe una carenza di liquidità per pagare pensione e stipendi e faremmo come l'Argentina".

"NESSUN RISCHIO BANCAROTTA" - In serata il ministro ha corretto il tiro: "Sono costretto a intervenire dalla disinvoltura con cui alcuni hanno interpretato una considerazione più volte ripetuta circa la necessità di tenere alto il livello di guardia sul debito pubblico, attribuendomi addirittura un presunto rischio bancarotta. Non ho mai detto né lasciato intendere che vi può essere un rischio di tale natura". Sacconi sottolinea di aver affermato "che il debito pubblico costituisce per la sua dimensione un vincolo ineludibile per le politiche di spesa. La robusta politica di controllo della finanza pubblica, che abbiamo realizzato con la manovra di giugno, ci mette quindi al riparo da ogni pericolo ed è all'interno di essa che abbiamo definito il pacchetto di misure per sostenere la crescita e proteggere il disagio sociale".

TREMONTI PREOCCUPATO - Tremonti nel primo pomeriggio aveva invece ricordato che il debito italiano è il "terzo del mondo" e spiegato che i pericoli più che dalla finanza pubblica vengono dal mercato. Il responsabile della politica economica del governo no aveva usato toni allarmistici e anzi aveva ricordato che la crisi ha mostrato come pericoloso sia anche il debito privato, che vede esposti altri Paesi e non l'Italia.

PATTO NON SI TOCCA - Il patto di stabilità europeo è "un muro invalicabile". Lo avrebbe detto, secondo quanto riportano alcuni partecipanti, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, replicando alle domande dei senatori del Pdl durante un incontro su Finanziaria e decreto anti-crisi nella serata di mercoledì. Di fronte alle sollecitazioni dei senatori su questo punto e sui possibili ricaschi sul patto interno, Tremonti ha ribadito che il rapporto deficit-Pil al 3% non può essere sforato. E riguardo a una sua possibile flessibilità ha evidenziato che questo "è tutto da discutere a livello europeo" così come "anche una sua ricaduta" sul Patto di Stabilità Interno.

COMPETITIVITA’ TITOLI DI STATO - "Un'ulteriore criticità - aveva detto Tremonti nel pomeriggio - è che, ferma la magnitudine del nostro debito, in futuro lo scenario sarà più competitivo con le crescenti emissioni di altri Paesi". In pratica, sostiene il ministro dell'economia, l’Italia deve riuscire a rispettare i limiti imposti dal Patto di stabilità per evitare difficoltà nella collocazione dei titoli di Stato italiani e nello spread (ovvero nel differenziale dei tassi d’interesse riconosciuti agli acquirenti) con gli altri Paesi.

LA REPLICA DELL'OPPOSIZIONE - I parlamentari del Pd, in particolare, hanno messo in evidenza le parole di Sacconi. "Tremonti chiarisca", ha chiesto il Senatore Tiziano Treu. "I pessimisti sono al Governo, che non riesce a mettere in campo provvedimenti coraggiosi", gli ha fatto eco il compagno di partito Giorgio Tonini. "Sacconi - ha aggiunto il portavoce del Pd, Andrea Orlando - di fatto smentisce le affermazioni di Tremonti secondo il quale la finanza pubblica era stata messa al sicuro con la manovra finanziaria di luglio. Per fortuna che per il governo i pessimisti eravamo noi".

03 dicembre 2008(ultima modifica: 04 dicembre 2008)

 

 

 

 

 

REPUBBLICA

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2008-12-04

Il ministro dell'Economia esclude il rischio bancarotta

Precisazione sul dl anticrisi: non tutti i mutui variabili al 4%

Tremonti: "Ma quale Argentina

comprate i Bot, sono i migliori"

Berlusconi: "Medicate le origini della crisi, ora dipende dai consumatori. I media aiutino"

Oggi anche l'annuncio che sono 60mila le persone che hanno richiesto la social card

Tremonti: "Ma quale Argentina comprate i Bot, sono i migliori"

ROMA - "L'Argentina? Alla fine saranno gli altri". Così il ministero dell'Economia Tremonti torna sul rischio di "bancarotta" per il nostro Paese in seguito alla crisi economica e finanziaria globale. "L'Italia - aggiunge il ministro - ha in sé una grandissima forza".

Tremonti: "Comprate Bot e Cct". "Il debito pubblico italiano - ha insistito parlando a Porta a Porta - è assolutamente solido, la Repubblica italiana garantisce su quel debito". "Comprate i titoli di Stato italiani che sono certamente i migliori al mondo - ha aggiunto - i Bot e i Cct sono in tutti i paesi la cosa più solida e sicura, comprate i titoli di Stato che sono semplici".

Poi, tanto per cambiare, il ministro, dimenticando che a proporre il paragone con l'Argentina era stato il suo collega del Welfare Maurizio Sacconi, se l'è presa con i giornali. "Quello che è successo oggi su alcuni quotidiani - ha detto - è inqualificabile, non esiste un paese al mondo in cui si fa una cosa del genere".

Berlusconi: "Abbiamo fatto il massimo". "Per quanto riguarda il decreto a sostegno delle banche e delle imprese credo sia il massimo che potevamo fare avendo ereditato una gravissima situazione debitoria dal precedente governo", ha aggiunto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Attacco a media e sinistra. "Se i cittadini non subiranno l'influsso di questa filastrocca dei media e della sinistra eviteremo che continui il circolo vizioso del pessimismo", ha affermato Berlusconi. Soltanto "non riducendo i consumi" si uscirà da questo "circolo vizioso, altrimenti la crisi sarà di alto spessore", ha aggiunto il presidente del Consiglio. "Le origini della crisi sono state medicate - ha detto -, ora dipende dai consumatori. Anche i media possono darci una mano".

Finanziaria. Per quanto riguarda la Finanziaria non sarà modificata, ha detto Berlusconi, spiegando che il governo ha varato una manovra per tre anni, "fatto innovativo di cui siamo assolutamente orgogliosi".

Mutui. Intanto, dopo la piccola doccia fredda sulle tariffe di luce e gas, arrivano altre precisazioni sul dl anticrisi: non tutti i mutui a tasso variabile scenderanno al 4%, come annunciato invece una settimana fa.

In precedenza, infatti, era stato anticipato che tutti i mutui a tasso variabile per le prime case non di lusso e già in essere sarebbero stati indicizzati al tasso Bce. Ma così non sarà: il decreto legge, presentato dal governo in parlamento, prevede infatti che chi stipulò un mutuo a tasso variabile con un tasso contrattuale superiore al 4% "alla data di sottoscrizione del contratto" potrà ottenere solo di ritornare al tasso iniziale. Questo significa, ad esempio, che se il tasso iniziale era del 4,5%, il dl consente di tornare a pagare il 4,5% e non il 4%.

Social card. Tremonti ha anche annunciato che finora sono 60mila le persone che hanno richiesto la social card. E questo, secondo il ministro, indica "il gradimento altissimo" che ha avuto la misura. Il responsabile del Tesoro ha spiegato quindi che la carta potrà essere ritirata e utilizzata anche dai famigliari. La platea dei beneficiari dovrebbe essere di circa 1,3 milioni di persone. Secondo i conti del ministro, inoltre, "con il prezzo del petrolio che scende ed il blocco dei tassi sui mutui le famiglie italiane il prossimo anno risparmieranno almeno 2 mila euro". Tutto ciò, ha affermato, "farà crescere il potere d'acquisto" delle famiglie italiane.

Detrazioni fiscali. Il ministro è tornato anche sul contestato taglio alle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica, precisando che il silenzio-diniego previsto dalla nuova formulazione contenuta nel decreto anticrisi, si può modificare. "Quella - ha chiarito - è solo una procedura". Poi, ribadendo l'intenzione di chiudere i rubinetti, ha aggiunto: "Però su una cosa sono assolutamente fermo: se dai il credito di imposta lo devi coprire".

(4 dicembre 2008)

 

 

 

 

 

 

L'UNITA'

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2008-12-04

Tremonti smentisce Sacconi: non faremo la fine dell'Argentina

Per il ministro Sacconi c'è un rischio bancarotta per il Paese, certo "non probabile, ma non impossibile".

Ma i ministri si smentiscono da soli, Sacconi e Tremonti su quanto l'Italia somigli all'Argentina. Intendendo quella di Menem, sull'orlo della bancarotta. Per Sacconi se i nostri titoli di Stato non fossero più appetibili e l'asta pubblica andasse deserta non si potrebbero più pagare pensioni e stipendi. Tremonti lo sconfessa: altri faranno questa fine.

Nello spiegare che non esistono dissidi con il suo collega all'Economia, il ministro del Welafare Sacconi il giorno prima aveva detto invece di essere "preoccupato per il rischio di default del Paese. E c'è - ha proseguito - qualcosa di peggiore della recessione che è la bancarotta dello Stato, una ipotesi improbabile ma comunque possibile". Sacconi, nel corso del suo intervento, ha poi sottolineato come "non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un'asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe una carenza di liquidità per pagare pensione e stipendi e faremmo come l'Argentina".

03 Dic 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2008-12-04

Tremonti: "Il debito italiano è solido. Comprate i titoli di Stato"

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4 dicembre 2008

"Comprate i titoli di Stato italiani che sono certamente i migliori al mondo". È l'invito lanciato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel corso della trasmissione "Porta a porta". "I Bot e i Cct - ha spiegato Tremonti - la cosa più solida e sicura". Ribadendo più volte la qualità dei titoli di Stato italiani, il ministro dell'Economia ha invitato i risparmiatori alla tranquillità. "Comprateli, perchè sono anche semplici", ha aggiunto, facendo un paragone con altre obbligazioni societarie a maggiore complessità (in particolare le obbligazioni dell'istituto di credito americano in bancarotta Lehman Brothers). Lamentandosi di alcuni articoli apparsi sui giornali sul debito italiano, Tremonti ha assicurato che questo, invece, "è assolutamente solido e la repubblica italiana garantisce su quel debito". Il ministro dell'Economia è tornato anche sul decreto legge anti-crisi, affermando che "ci sono già molte misure di sostegno, ce ne saranno altre perchè il mondo che vediamo davanti è difficile. La nostra scelta è dare più soldi possibili a chi ha meno soldi in casa, in tasca". Il responsabile di via XX Settembre ha anche spiegato che la Banca d'Italia fornirà mensilmente al ministero dell'Economia i dati sui prestiti erogati dalle banche alle imprese, per verificare così l'uso corretto delle risorse che gli istituti di credito riceveranno con i cosiddetti "Tremonti-Bond", previsti dal decreto anticrisi. Sul fronte dei prezzi il ministro ha detto di voler vigilare sugli aumenti di pane e pasta, un fenomeno "che non trova corrispondenti negli altri Paesi del mondo". "Dal primo gennaio le tariffe o non salgono o si riducono. Non ho capito perchè il pane e la pasta continuano a salire, ma è un abuso che stiamo cercando di capire", ha assicurato.

 

 

 

 

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2008-10-31

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2008-10-31

http://www.europaquotidiano.it/site/engine.asp

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http://www.corrieredellosport.it/

http://www.wallstreetitalia.com/

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2008-10-31

http://www.panorama.it/

http://espresso.repubblica.it/

http://www.sorrisi.com/sorrisi/home/index.jsp

http://www.sanpaolo.org/fc/default.htm

 

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